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sabato 30 aprile 2011

Assignment 6 pt.2 e pt.5: Considerazioni su Pubmed e la nuova frontiera della Science 2.0

La scienza moderna si fonda sulla trasparenza e sulla circolazione dell’informazione.
Tale concezione ha avuto modo di affermarsi  nel ‘600 grazie a Newton e Galileo, contrapponendosi  al modello ermetico  dell’epoca classica.

L’informazione scientifica, destinata un tempo ad un pubblico selezionato, può conquistare oggigiorno ampi spazi grazie al Web ed essere condivisa attraverso pochi click  nel momento ricercatori e/o Atenei scelgano di pubblicare in rete i propri studi sfruttando l' Open Access.

In tal modo anche  i cittadini diventerebbero  potenziali destinatari di un’informazione riguardante argomenti, anche specialistici, dei vari campi della scienza.


Si potrebbe  parlare quindi  di Science 2.0 ,  un modo completamente innovativo di fare scienza che sfrutta la tecnologia del Web 2.0  (con i suoi pro e i suoi contro) al fine di facilitare il processo di ricerca scientifica ma che ancora oggi non è pienamente condiviso.

PubMed, per chi non lo sapesse, è una banca dati bibliografica che contiene oltre 20 milioni di
citazioni da 4800 riviste biomediche in varie lingue. Da circa quattordici anni rappresenta un punto di riferimento  per molti scienziati di tutto il mondo.

C’è chi lo considera un semplice motore di ricerca (in effetti la sua funzione principale è quella)  ma per chi
è per  ragioni di studio o professionali nel campo medico-scientifico, Pubmed diventa  una risorsa necessaria al fine di:

1.  una costante ed aggiornata informazione  sulle ricerche sperimentali
2.  un supporto alla ricerca bibliografica necessaria alla stesura della Tesi di Laurea

Viene da chiedersi però se queste famigerate “20 milioni di citazioni “ siano tutte liberamente consultabili.
La risposta è affermativa a condizione che si acquisti la pubblicazione di nostro interesse.

Di fatto una e forse la più rilevante pecca di Pubmed è proprio  la limitatezza delle pubblicazioni full text ( 20 milioni di abstracts , piuttosto di 20 milioni di full articles !)
Questo appare evidente eseguendo una semplice ricerca in Pubmed.
Persino provando ad usare il proxy della Facoltà (seguendo il video training elaborato dal prof. Formiconi) comunque, la maggior parte delle  pubblicazioni  risulta rimanere inaccessibile.

Il  problema è che tutto ciò è legato  alla questione che  gli editori delle riviste scientifiche aspirano al loro legittimo profitto, spesso a scapito dell’accessibilità dell’informazione.  
Il risultato è una informazione scientifica che di fatto è sempre meno disponibile seppur di ottima qualità.
La questione dell’informazione scientifica rischia di alimentare  un circuito chiuso in cui le ricerche, studi, risultati  ecc .. rimangano  appannaggio di  una “casta”, precludendo la possibilità  a chiunque voglia di averne libero accesso.

Fortunatamente esistono iniziative  riconducibili al movimento Open Access , uno dei cardini della Science 2.0.

Esso rappresenta  una valida alternativa a  servizi come Pubmed & co. e che negli ultimi tempi sta prendendo sempre più forma  in quanto permette di  accedere gratuitamente agli strumenti e alle pubblicazioni scientifiche.
Ovviamente tutti gli articoli sono sottoposti al processo di peer-review (revisione per parti).

Cliccando qui troverete  links ai periodici  Open Access  organizzati per discipline.
Nessuna rivista pertanto vi richiederà abbonamenti ma comunque ci tengo a precisare che alcune di esse (meno della metà) richiedono una quota per le spese di pubblicazione.

Vi consiglio vivamente di darci un’occhiata


Il cammino verso una liberalizzazione dell'informazione scientifica è ancora lontano...

Alla prossima

STAY TUNED





Buona visione

domenica 24 aprile 2011

Buona Pasqua

Colgo l'occasione per fare a tutti i voi i miei più sinceri auguri di Buona Pasqua



 Tiziano Vecellio: "Polittico Averoldi" 1520-22, Chiesa dei Santi Nazzaro e Celso, Brescia


Qui sotto troverete "Gesù", una poesia del Pascoli anche se non molto nota e dedicata proprio al tema pasquale;
una poesia che trovo di una bellezza indescrivibile.
Mi auguro possa piacere anche a voi.

GESU’
E Gesù rivedeva, oltre il Giordano,
campagne sotto il mietitor rimorte,
il suo giorno non molto era lontano.
E stettero le donne in sulle porte
delle case, dicendo: Ave, Profeta!
Egli pensava al giorno di sua morte.
Egli si assise, all’ombra d’una mèta
di grano, e disse: Se non è chi celi
sotterra il seme, non sarà chi mieta.
Egli parlava di granai ne’ Cieli:
e voi, fanciulli, intorno lui correste
con nelle teste brune aridi steli.
Egli stringeva al seno quelle teste
brune; e Cefa parlò: Se costì siedi,
temo per l’inconsutile tua veste;
Egli abbracciava i suoi piccoli eredi:
-Il figlio – Giuda bisbigliò veloce-
d’un ladro, o Rabbi, t’è costì tra ‘piedi:
Barabba ha nome il padre suo, che in croce
morirà.- Ma il Profeta, alzando gli occhi
-No-, mormorò con l’ombra nella voce,
e prese il bimbo sopra i suoi ginocchi.
Alla prossima

STAY TUNED